Assegno Unico, per la domanda occorre l’ISEE 2022

C’è tempo sino al 30 giugno per presentare l’ISEE 2022 e non perdere le eventuali quote di assegno unico superiori al minimo (cioè 50 euro al mese per i figli minorenni e 25 euro al mese per i maggiorenni).

Decorso questo termine sarà sempre possibile aggiornare l’ISEE ma l’INPS non riconoscerà gli arretrati rispetto alla presentazione della domanda. Si tratta di una delle particolarità della nuova misura che entrerà in vigore, come noto, dal prossimo 1° marzo 2022 in sostituzione degli ANF e delle detrazioni per i figli e di altre misure di sostegno alla natalità.

L’assegno unico e universale è determinato in base alla soglia ISEE del nucleo familiare, ove è inserito il figlio beneficiario della prestazione, a prescindere se il genitore richiedente faccia parte del nucleo (ad esempio, i genitori separati e/o divorziati). In effetti, il decreto legge n. 230/2021, precisa che la domanda deve essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale. Inoltre, non è previsto il requisito della convivenza con il figlio per la presentazione della domanda.

Nello specifico, come già analizzato sulle pagine di questa rivista, per ciascun figlio minorenne è riconosciuto un assegno pari a 175 euro al mese per un ISEE non superiore a 15.000 euro e si riduce gradualmente fino ad arrivare a 50 euro con un ISEE pari o superiore a 40.000 euro. Per ciascun figlio maggiorenne a carico (fino a 21 anni se frequenta un corso di studi o formazione professionale o svolga un tirocinio o attività lavorativa con reddito complessivo annuo lordo di 8.000 euro o disoccupato iscritto ai Centri per l’Impiego o svolga il servizio civile) è riconosciuto un assegno pari a 85 euro con un ISEE non superiore a 15.000 euro. Inoltre, tale importo si riduce gradualmente fino a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari o superiore a 40.000 euro. Per i figli con disabilità a carico, non esiste limite di età, inoltre, è prevista una ulteriore maggiorazione (qui i dettagli).

Aggiornamento ISEE 2022

In considerazione di quanto detto per chiedere l’assegno unico è necessario un ISEE 2022 in corso di validità. Coloro che hanno un ISEE presentato nel 2021,  rivolgendosi ad un Caf.

Si può fare domanda anche senza un ISEE valido (il sostegno è universale) ma in tal caso l’assegno unico è riconosciuto nella misura fissa minima: 50 euro al mese se il figlio è minorenne e 25 euro al mese se maggiorenne. In tal caso, tuttavia, c’è tempo sino al 30 giugno per presentare un ISEE aggiornato ottenendo così gli arretrati sin dalla data della domanda. Mentre, se l’ISEE è presentato dopo il 30 giugno, sarà valido solo dalla mensilità in corso, fermo restando l’obbligo di comunicare eventuali variazioni del nucleo familiare.

ISEE corrente

L’ISEE ordinario, come noto, fotografa la situazione reddituale e patrimoniale di due anni fa. Quindi per il rilascio dell’attestazione ISEE 2022 sono considerati i redditi 2020 e i beni immobili e gli investimenti mobiliari al 31 dicembre 2020. Se ci sono state variazioni (al ribasso) di redditi e/o patrimoni rilevanti è opportuno, pertanto, presentare anche l’ISEE corrente che consente di scattare una fotografia più ravvicinata della situazione economica rispetto alla richiesta della prestazione.

Dallo scorso anno, peraltro, si può scegliere di aggiornare solo i redditi, solo i patrimoni o entrambi contestualmente. In caso di aggiornamento solo della componente reddituale, l’ISEE corrente ha validità di sei mesi a meno di variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, in tal caso deve essere aggiornato entro due mesi. Invece, in caso di aggiornamento della componente patrimoniale, l’ISEE corrente si può presentare da aprile di ogni anno e vale sino al 31 dicembre dello stesso anno.

ISEE con omissioni o difformità

L’assegno unico è liquidato sulla base del valore dell’ISEE, anche se presenta omissioni o difformità. L’utente, avvisato delle difformità o delle omissioni, è tenuto a regolarizzarle entro fine anno. Qualora, l’interessato non provvede a regolare l’ISEE, l’INPS procederà al recupero dell’importo erogato eccedente il minimo che sarebbe spettato per l’assegno unico e universale in assenza di ISEE.

Il contribuente per rettificare le omissioni o le difformità, può:

  1. presentare domanda per l’assegno unico avvalendosi dell’attestazione ISEE difforme. In questo caso, l’INPS può richiedere al cittadino la documentazione idonea comprovante la veridicità e la completezza dei dati indicati nella DSU;
  2. presentare una nuova DSU priva di difformità;
  3. richiedere al CAF la rettifica della DSU, con effetto retroattivo, solo se la dichiarazione è stata presentata dal CAF e quest’ultimo abbia commesso un errore materiale.

Assegno unico e nuovi nati

Si rammenta, infine, che l’assegno unico è riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza. Però la domanda deve essere presentata dopo la nascita, cioè dopo che al minore è stato attribuito il codice fiscale. Con la prima mensilità dell’assegno saranno erogati anche gli arretrati a partire dal settimo mese di gravidanza. L’INPS accrediterà d’ufficio le due mensilità dell’assegno del settimo e ottavo mese di gravidanza, oltre a quello corrente.


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